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CHI SONO

Utente: kittymol77
Nome: Rossana
In equilibrio fra sogno e realtà, affascinata e interessata ad entrambe le versioni, scivolo fra l'uno e l'altra resistendo alla tentazione di formulare desideri. Consapevole di un detto, che sembra sempre funzionare: "Attento a ciò che sogni, potrebbe realizzarsi". E ho una piccola consapevolezza:l'equilibrio è un punto d'arrivo e si tratta di un termine fortemente instabile.
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giovedì, 19 novembre 2009

Acqua! Ne parlavamo un anno fa...

Un anno fa, esattamente il 19 novembre 2008, riflettevo sulla privatizzazione dell'acqua dopo aver letto un articolo di Paolo Rumiz su MicroMega. Vi ripropongo il post da cui è accessibile l'articolo (basta cliccare sulle parole del testo di colore arancio). Di tempo per fare opposizione su questo direi che ce n'era a sufficienza, che come importanza avrebbe meritato più attenzione delle storie sulla D'Addario o di quelle su Gheddafi, per quanto nemmeno quelle siano proprio acqua fresca (lo so, m'è scappata e ve la tenete). Rumiz scrive su La Repubblica di ieri "Chi governa l'acqua, comanda". La mobilitazione e l'opposizione del Pd e dell'Idv vanno sempre bene: meglio tardi che mai, come si dice. Però, da stamattina ho una banalità che mi gira in testa: le risorse naturali sono di tutti, non si possono vendere né comprare. Se non è più così, è perché abbiamo permesso che così non fosse più. Puoi vendere un manufatto, qualcosa che da risorsa naturale hai trasformato in qualcos'altro. Chi governa, e chi lavora per il governo, svolge (dovrebbe svolgere) una funzione di tipo gestionale a garanzia che le risorse siano distribuite in modo organizzato. Vale per l'acqua, dovrebbe valere per qualsiasi altra risorsa. Gli abitanti della terra, tutti con uguale diritto ad accedere alle risorse (di tutti), dovrebbero solo contribuire alla manutenzione del sistema di erogazione e all'organizzazione della distribuzione. Tirata via alla buona, ma così la vedo. Non ti pago l'acqua, ma la possibilità che mi offri di averla quando apro il rubinetto. Quando le risorse naturali vengono vendute a società il cui unico scopo è fare affari, soldi, business insomma, vedo due tradimenti: il primo da parte di chi governa, il quale non può vendere ciò che non gli appartiene. Il secondo da parte di chi, pur conoscendo le intenzioni di chi sta portando avanti la trattativa, glielo consente rimanendo in silenzio. Ciò che hanno già sperimentato  in altri paesi (e vi sconsiglio quanto scrive Riccardo Staglianò oggi) con la privatizzazione dell'acqua, dovrebbe farci andare in massa a Roma a chiedere l'immediato ritiro del decreto appena approvato. O Bersani e Di Pietro si muovono con maggiore energia e convinzione, dandoci un taglio a balletti stile "o quante belle figlie madama dorè", di cui non se ne può più; o toccherà partire con lo scolapasta in testa, armati di spazzola del wc e forchettone per gli spaghetti. Ma subito. Che se lo scolapasta in testa vi fa ridere per l'immagine ingenua, provate a immaginare di ridere quando avrete i rubinetti che sembreranno gli stessi buchi dello scolapasta: sempre belli tondi asciutti e drenati. No, non credo vi faranno lo sconto perché non vi potete nemmeno fare il caffè "a gratis". Più probabile vi aggiungano in bolletta qualche extra per quei pochi cl che al mattino sarete disposti a pagare a peso d'oro. Kisses to all of you.

postato da: kittymol77 alle ore 19:55 | link | commenti (4)
categorie: acqua, diritti, economie, ahimsa, pd , giustizie, across the universe
mercoledì, 18 novembre 2009

"Internet for Peace"

"Dobbiamo guardare a internet come a una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza".Luna definisce la rete come "prima arma di costruzione di massa". Leggi tutto...

postato da: kittymol77 alle ore 18:28 | link | commenti (3)
categorie: idee, ahimsa, across the universe, because
giovedì, 12 novembre 2009

I Veda Mantramanjari -

“Che cosa salvereste da una casa in fiamme? Un prezioso, insostituibile manoscritto, contenente un messaggio di salvezza per il genere umano o un piccolo gruppo di persone minacciate dallo stesso fuoco? Il dilemma è reale e non solo per chi scrive: come si può essere solo un “intellettuale”, interessato alla verità, o solo uno “spirituale”, impegnato nella bontà, quando gli uomini invocano disperatamente cibo e giustizia? Come si può seguire un cammino contemplativo, filosofico o persino religioso quando il mondo richiede azione, impegno e politica? Viceversa, come ci si può dare da fare per un mondo migliore o per una necessaria rivoluzione quando ciò di cui si ha più bisogno è una serena intuizione e una giusta valutazione? Che la casa in fiamme non sia un fatto che riguarda solo un individuo dovrebbe essere chiaro a tutti coloro che condividono la vita su questa terra. […] Se non sono pronto a salvare il manoscritto dal fuoco, cioè se non prendo sul serio la mia vocazione intellettuale, anteponendola a ogni altra cosa – anche a rischio di apparire inumano -, allora sono anche incapace di aiutare le persone in modo più concreto e immediato. Viceversa, se non sono attento e pronto a salvare le persone da una conflagrazione, vale a dire, se non considero la mia chiamata spirituale con tutta onestà, sacrificando ad essa tutto il resto, persino la mia propria vita, allora sarò incapace di aiutare a mettere in salvo il manoscritto. Se non mi lascio coinvolgere nei problemi concreti del mio tempo e se non apro la mia casa a tutti i venti del mondo, allora qualsiasi cosa io possa produrre da una torre d’avorio sarà sterile e maledetta. Eppure, se non chiudo porte e finestre così da concentrarmi su questo lavoro, non potrò offrire al mio prossimo niente che abbia valore. In verità, il manoscritto può uscire dalle fiamme carbonizzato e le persone ustionate, ma l’intensità di una preoccupazione mi ha aiutato nell’altra. Il dilemma non è scegliere il monastero o la discoteca, Hardwar o Chanakyapuri (il Vaticano o il Quirinale), la tradizione o il progresso, la politica o l’accademia, la Chiesa o lo Stato, la giustizia o la verità. In una parola, la realtà non è una faccenda di “o…o”, non si tratta di scegliere tra spirito o materia, contemplazione o azione, messaggio scritto o persone vive, Oriente o Occidente, teoria o prassi, oppure tra il divino o l’umano. In realtà, forse l’intuizione fondamentale di questo libro è che non c’è essenza senza esistenza, né esistenza senza essenza. […] – Dalla Prefazione di Raimon Panikkar a I Veda Mantramanjari – di Raimon Panikkar. 

Sono
 le prime parole lette ieri sera aprendo il testo citato e le ho trascritte per due motivi: 1) così avete un’idea di dove sarò nascosta nei prossimi due mesi; 2) per condividere con i 2 o 3 amici che mi seguono, l’altra parte di me. Quella che, quando non finisce divorata dalla passione politica, finisce divorata dalla passione spirituale, convinta che tutto è scelta politica, anche scegliere una via spirituale. Lo è parlare come stare zitti. Lo è distrarsi perché la politica viene a noia, e sentire il dovere di parlarne fino alla noia. Ieri sera, Saviano, ci ricordava la domanda che ci può aiutare a capire se la politica di un paese è giusta: “ Sei felice?”. Se non lo sei, responsabile di buona parte della tua infelicità è la politica. Cos’altro è l’ingiustizia sociale, se non il tradimento del bene comune per il quale la politica è chiamata ad agire? La felicità, alla fine, è l’obiettivo di ogni società e di ogni uomo. Ed è l’obiettivo di ogni filosofia, di ogni religione, di ogni scienza, di ogni ricerca spirituale, che sono dell'uomo, che non esistono senza l'uomo. Per me, cercare la felicità merita ogni sforzo possibile. Non so se capiti che ogni tanto passi di qui la persona che mi ha fatto conoscere Raimon Panikkar. Se sì, a lui va un GRAZIE. Grande. Immenso.


lunedì, 09 novembre 2009

1989-2009

Eugenio Scalfari, su La Repubblica di ieri, parla del panorama italiano a 20 anni dalla caduta del muro di Berlino, di com’era nel 1989 e di com’è oggi, novembre 2009. Leggendolo ho avuti un paio di flashback. Il primo è a Venezia (luglio 1989): una laguna stravolta da colori psichedelici e gente arrampicata fin sui campanili e sui tetti per assistere a un evento unico - il concerto dei Pink Floyd - e irripetibile (la sede, non adatta a manifestazioni simili, pare abbia subito un grave dissesto in quell'occasione, visto il fragile equilibrio di Piazza San Marco). L’altro è televisivo (novembre 1989): migliaia di persone assiepate sopra e lungo il muro, con qualcuno che lo piccona per aprirvi un varco in un’esplosione di felicità molto alcoolica, piena di abbracci e lacrime e facce stravolte, mentre A brick in the Wall, sempre Pink Floyd, è su tutto. Ma, prima di questo, il 1989 è per me il disastro della Exxon Valdez (marzo 1989), che si incaglia e disperde in mare 38 milioni di litri di petrolio. E’ questo l’evento con cui realizzo che non esiste l’Italia, esiste il mondo. Sono anche le immagini televisive di Piazza Tienanmen (giugno 1989), che mi ricordano improvvisamente che la Cina esiste, è viva, chiede libertà sfidando lucidamente la tortura, il carcere, le condanne a morte e i campi di rieducazione, che arriveranno subito dopo quei cinque minuti d’immenso davanti al carro armato. Poi c’è una notizia strana, che ricordo di aver sentita alla radio e mi aveva fatto una strana impressione: il supercannone di Saddam Hussein. Avevano data la notizia del trasporto eccezionale di un pezzo del supercannone lungo l’autostrada del Sole, in mezzo alle colline della Toscana. Quando scoppiò la Guerra del Golfo (gennaio 1991), con le terribili immagini dei pozzi che bruciano (ancora petrolio) e lo strato vischioso che ricopre i cormorani mentre il cielo è oscurato per giorni da una coltre di fumo nero dentro cui – si diceva – nessuno poteva entrare senza rischiare la vita, del cannone mi ero scordata. Lo ripescai però anni dopo, nel libro La madre di tutti gli affari, di Alan Friedman (del 1993). Capisco che è ancora il mondo il punto da cui osservo i fatti, lo sfondo da cui guardo l’Italia. La guerra del Golfo, la prima, aveva molto più a che vedere con quel supercannone che con l’invasione del Kuweit di Saddam Hussein, come documenta il libro citato. Eppure, quando scoppia Mani Pulite, della Banca Nazionale del Lavoro già nessuno parla più. E’ come se, pur dentro ai grandi avvenimenti, pur coinvolta e spesso colpevole, la storia italiana diventasse sempre più piccola e sempre più avvitata su se stessa, incapace di ogni volontà di  trasparenza. Di Mani pulite non sono tanto le monetine lanciate a Craxi (1993) che ricordo. Mani pulite ha per me la faccia di Emilio Fede unita a quella di Paolo Brosio fuori dal Tribunale di Milano. C’era qualcosa di vagamente comico in quelle cronache che parevano studiate per ridicolizzare, già allora, il sentimento di giustizia che l’Italia riscopriva nella toga di Antonio di Pietro. La politica in Italia, dopo Mani Pulite, è già la Lega, punto di svolta fondamentale per capire il perché di Berlusconi poi. Della Bolognina citata da Scalfari ieri, non è rimasta nemmeno la memoria. Ho un vago ricordo di un confronto televisivo fra Occhetto e Berlusconi: terribile. Non perché Occhetto, uscito da quel confronto con le ossa rotte, meritasse la sconfitta della sinistra. Mi pareva anzi un uomo di qualità. Però, se devo individuare il momento in cui la sinistra ha iniziato a perdere, è quello. La fine inizia da quella rincorsa al marketing politico che Berlusconi ha battezzato la sera di quel primo confronto televisivo. Cercando di rinnovarsi, imitando la nuova politica spettacolo, la sinistra ha disconosciuto a metà del paese il diritto di riconoscersi nei grandi ideali, di non barattarli con dieci minuti a favor di telecamera. Caduto il muro di Berlino, sgretolato il simbolo che confinava un'idea di mondo, la sinistra italiana ha iniziato a temere lo scarso appeal televisivo ed è finita per accettare, un passo sbagliato dopo l’altro, le regole del venditore di fumo. Quale migliore arma, per distruggere l’avversario, dell’illazione? Anziché zittire la puerile accusa di “comunisti”, ricordando al venditore che l’abbraccio mortale con Putin è tutto suo, hanno iniziato a imitarlo. Anziché beffarsi di un’accusa che è rozza tecnica, lo slogan reiterato di chi sa che qualsiasi balla, ripetuta cento volte, diventa una mezza verità, iniziano a patteggiare bianchi matrimoni riparatori di una verginità mai dubitata. E hanno iniziato a perdere. Non vedendo come fosse proprio quello il momento perfetto per cambiare la storia di questo paese, hanno dimenticato la prima lezione di ogni buon corso di marketing: mai girarsi a guardare la concorrenza, concentrarsi sul proprio obiettivo, guardare dritti davanti a sé. Agli insulti, al discredito, reagire con la forza dei fatti e la schiena dritta, senza fermarsi a dar corda a detrattori interessati. Un leader detta le regole, non copia. Ad oggi, questa lezione base la sinistra pare non l’abbia ancora imparata né copiata. A vent’anni dalla caduta del muro delle ideologie, l’Italia pare rimasta incagliata come la Exxon Valdez: continua a perdere un carico che, oltre a non produrre più utili, ha tolto a metà del paese la speranza in una sinistra capace di una leadership determinata, trasparente e - perché no? - magari un po’ più visionaria.


domenica, 01 novembre 2009

Fuffa globale

Fra le fuffe che invadono il web, direi che quella di cui leggo oggi è forse la più sorprendente. Viene da chiedersi se chi si prende la briga di gestire il sito e aggiornare la mappa delle apparizioni dell'Uomo dei Sogni nei sogni di milioni di persone, non sia lui stesso, l' Uomo dei Sogni. Nel senso che mi immagino sia uno che, non avendo altre chances di entrare davvero nei sogni di qualcuno/a, si "accontenta" di essere l'Uomo dei Sogni per definizione, unico per tutti, l'uomo dei sogni globalizzato. Con tanto di identikit, pare sia pieno di consigli e suggerimenti che confermano perfettamente il famoso detto "Il sonno porta consiglio" o dell'altro, sospirato da ogni donna del pianeta "E' l'uomo dei miei sogni". Se proprio dovete trovargli una faccia, metteteci la sua; almeno saprete con chi prendervela se al risveglio lui non c'è (sparisce all'alba, garantito). Non vorrà mai incontrarvi (smetterebbe di essere l'Uomo dei Sogni), non insisterà mai per invitarvi a cena, non vi romperà mai le scatole con le sue idiosincrasie, non ha l'alito che puzza quando lo baciate (nel sogno), non si offende se non vi intriga fisicamente. La più spettacolare delle fuffe. Non so chi l'ha inventata ma mi congratulo: è fuffa globale quanto basta. Meglio delle scie chimiche e più romantica del tormentone 2012. Se avete notizia anche di una Donna dei Sogni, giratemi la notizia: ho qualcuno a cui potrebbe interessare conoscerla.

postato da: kittymol77 alle ore 18:48 | link | commenti (9)
categorie: sogno, risate, life is now, across the universe
giovedì, 29 ottobre 2009

Santi e poeti (niente marinai in vista)...

Vi scandalizzano le relazioni pericolose di Marrazzo? Vi disgustano le escort di Mr B.? E' "schifoso" il "suicidio" del post precedente? Punti di vista. Personalmente trovo immorali queste proteste che mi confermano che sì, c'è del marcio in questo paese. Non ne siete ancora convinti? Analizzate le vostre finanze, i vostri stipendi, i vostri benefit (spiate dentro il vostro frigo e in quello del vostro vicino). Poi confrontateli con alcuni di quelli di cui si parla nell'articolo sulle proteste dei nostri ex senatori. Il tutto mentre ci rifilano boiate sulla necessità di aiutare le imprese per far fronte alla crisi, si congratulano per la buona tenuta delle banche italiane e si danno pacche sulle spalle per la genialata del rientro dei capitali che, grazie allo scudo fiscale (esultano come per lo scudetto del Milan), porterà denaro fresco nelle casse dello Stato. Che non sarà destinato alle mense della Caritas, sempre più affollate. No. Ne hanno bisogno per ridurre l'Irap alle piccole e medie imprese. Le quali, notizia di due giorni fa, chiuderanno nell'ordine di una milionata. Pare. Così dicono. Ridurre l'Irap alle aziendine che chiudono è fantasioso, no? Io parlo ogni giorno, con titolari di "imprese". E su 100 vi do per certo che qui, nel grasso nordest, almeno 15/20 chiuderanno di sicuro. Stanno già smobilitando. Siete ancora convinti che sia disgustoso Marrazzo? Io lo trovo tenero, forse solo un pò imbranato. Auto blu a parte, of course. Il marcio non è con chi scopi o come ti piace farlo. Lo schifo non è essere disgustosi o perversi per gioco, se è evidente e dichiari prima che è un gioco innocente in cui nessuno si farà male. Il marcio è che ti avanzi fantasia per farlo strano, ma ti si dissecchi la creatività di fronte alle file della Caritas. Ma attenzione: vanno tutti in chiesa. Quindi sono tutti assolti. Tranne noi, che avanziamo giudizi senza tener conto delle innumerevoli attenuanti nella dura vitaccia di un politico, sempre arrapato e tentato da mille varianti su un vecchio tema. Un paese di santi (i poeti e i marinai devono essere espatriati tutti).

postato da: kittymol77 alle ore 14:13 | link | commenti (9)
categorie:
martedì, 27 ottobre 2009

Il Lato Oscuro (ovvero: l'equilibrio fra bene e male che farà di me una diabolica santa) -

Titolo - Quando la vera suina era solo messicana (e in Loving Memory del Suicidatore)

Svolgimento -

Dall’aeroporto salii sulla corriera che portava oltre confine. Per non dare nell’occhio preferii la penultima fermata, quella prima della frontiera con il Messico. Camminai nascosta fra i pochi alberi e gli sterpi, evitando con cura i coyote. La notte m’intrufolai di nascosto oltre la rete e proseguii fino al primo scalcagnato bar infestato di peones e mosche, più ubriache dei relitti umani infettati e assopiti  sui tavoli. Chiesi un paio di birre e, dopo la prima, inevitabilmente cercai il cesso. Fra lo sterco e la puzza d’urina vidi il guizzo delle code di un paio di topine infilarsi in un buco della parete per precipitarsi a respirare al sole che da quel buco filtrava. Attesi di sentire la porta che veniva scrollata, segno di un avventore che tentava d’entrare. Aprii di scatto, così da coglierlo di sorpresa e andargli a sbattere contro. Senza pensarci due volte baciai puzzolenti labbra impastate di sonno, ruvide di sole e fortemente virulente. Lui, sorpreso, parve gradire. Mi ritrovai per terra, supina, con la certezza di avercela fatta: avevo anch’io il virus reclamizzato in tutto il mondo. Anche il decesso fu molto pubblicizzato: morte per flatulenza supina autenticamente messicana con esito letame. Occorrente: 1 peones messicano  ubriaco e infetto – 2 birre - 1 cesso a prova di tope.

postato da: kittymol77 alle ore 12:58 | link | commenti (6)
categorie: because, influenza supina
domenica, 25 ottobre 2009

Un voto a S.Ignazio

Pensavo di essermi svegliata tardi stamattina, invece no: che meraviglia quando la vita ti regala un’ora chiedendoti in cambio di dormire di più. Si può fare così anche domani? Mi sacrifico più che volentieri.


Ancora non proprio sveglia, leggo un po’ di giornali in rete. Le Primarie del Pd.

Di Bersani non voglio sapere niente. Uno che vuole un partito come “una bocciofila” ha un’idea di opposizione molto paternalistica e in vecchio stile PCI: i “compagni della base” tutti a muro a votare le indicazioni date dalla segreteria con largo anticipo. Una specie di democrazia interna di stampo cattolico: solo il prete sa il perché; le pecorelle ignoranti devono limitarsi a dire a pappagallo le avemarie richieste. Poi è uomo di D’Alema. A me il cardinale D’Alema piace, non fosse che ha una lista di peccati lunga dalla bicamerale alle cenette con l'amico Mr B. Poi si sa che il Pdl fa il tifo per Bersani (e teme Franceschini) proprio perché una segreteria Bersani uguale a garanzia di riforme costituzionali condivise. Votare Bersani equivale alla certezza di altri vent'anni di opposizione di facciata mentre a dettare le regole è sempre più una Lega di cui nessuno sembra curarsi, pur essendo a mio avviso proprio questa il peggio da tenere sotto controllo. 

Franceschini mi piace. Potrebbe essere il mio candidato, non fosse che si lamenta della Binetti come se fosse nel Pd per opera dello spirito santo. E come non fosse che sua è la responsabilità di quelle 20 assenze in aula al voto sullo scudo fiscale. Inutile tuonare dopo, l’indignazione: sei il segretario, gli ordini di scuderia gravavano sulle tue spalle. Bocciato.


Voterò Marino. L’ho seguito qui e là, in queste ultime settimane. All’inizio non mi convinceva su una cosa: poca leadership. Insomma, rappresenta bene tutto ciò che per me dovrebbe essere l’opposizione. Ma temevo un difetto non da poco: troppo gentile, troppo perbene per fare il politico in questo paese di briganti. Però mi ha fatto in parte ricredere: messo sotto pressione sa essere abbastanza grintoso e incisivo, sa dare battaglia dialettica senza perdere il punto di fuoco. Forse ha bisogno ancora di molta palestra per affinare l’incisività ma, visto il salto qualitativo in poche settimane, anche su questo fronte (determinante in un’arena politica dove a vincere è chi urla di più) è fin qui il migliore, quello più vicino al mio pensiero. Lo voto però con lo stesso spirito con cui ho apprezzato il  Nobel a Barack Obama: sarà un voto alla speranza. Speranza di limitare il peso dei vecchi preti dell’ex PCI. Speranza che riesca a far pulizia interna delle varie Binetti che non si capisce cosa stiano a fare nel Pd, tranne che a creare confusione fra un’idea laica dello Stato e questa nuova passione clericale della sinistra pronta a chinarsi sui ceci pur di attrarre un voto del centro. Insomma, stamattina non sono ancora sveglia e continuo a sognare che sia possibile avere un’opposizione migliore di quella vista negli ultimi quindici anni. La tessera l’ho tirata fuori e due euro li ho. Vado a fare un voto a S. Ignazio, sperando mi faccia la grazia di almeno pesare su questa strana bilancia a tre piatti di cui uno tarato in partenza.


postato da: kittymol77 alle ore 11:59 | link | commenti (17)
categorie: domeniche, ahimsa, across the universe, because
domenica, 18 ottobre 2009

Ero quasi santa, invece...

Ho un problema. Un vero problema. Un grande problema. Un insolubile problema. Negli ultimi due giorni, in ben due diverse occasioni, mi sono ritrovata a meditare ben due omicidi. Anzi: un omicidio e un gatticidio. E la cosa mi turba, mi turba parecchio. Quindi chiedo un consulto online agli esperti. Non gli esperti di omicidio ( o magari sì, anche  quelli, se sanno anche come neutralizzare un gatto senza spargimento di sangue, che mi fa impressione). Pensavo più agli esperti di psiche umana (ammesso che quando appaiono pensieri omicidi non si sia già scivolati indietro verso la scimmia, o Neanderthal…indietro, insomma). Ecco i fatti. Qualcuno ricorda la collega che quest’estate rompeva le palle a tutti per l’aria condizionata? Che poi è la stessa delle sedie perfette, delle finestre non troppo aperte e non troppo chiuse. Quella che si è dovuti intervenire con cartellini appiccicati alle manopoline dei termostati perché lo scorso inverno le titillava in continuazione per mezzo grado di più o di meno che lei, nota aspirante principessa sul pisello, avverte gli sbalzi di temperatura di mezzo grado? Ecco, quella, sempre lei. La incrocio sulle scale esterne mentre salgo con la testa persa nei fatti miei. Mi saluta giuliva e attacca bottone. E già sento l’irritazione crescere: detesto che mi si distragga dal nulla in cui mi perdo per chiedermi se non faccia troppo freddo oggi. Vi pare argomento? Ecco, lei l’ha fatto perché si sente in obbligo a fare conversazione non richiesta. Non contenta, si sposta di pochi centimetri sottovento, rispetto a me che stavo due gradini avanti, perché, testuale:” Spostati un po’ a destra che così mi ripari che credo mi stia venendo l’influenza”. Un secondo. Un micronesimo di secondo e nella mia mente è apparsa l’immagine di me che le stringo le mani attorno collo fino a farle uscire la lingua e strabuzzare gli occhi. Per farla tacere, mica per farle del male. Però sì, l’istinto omicida c’era tutto. Ne sono rimasta scossa per un paio d’ore. Altra questione, che si protrae dall’inizio primavera, il gatto con i campanellini. Come si sa abito in un condominio i cui appartamenti sono tutti attorno a un quadrilatero centrale che fa sia da piazzetta che da mall di transito(mall fa figo, diciamolo) verso le varie abitazioni singole. Piano terra. Un paio di vicini hanno dei gatti. E fin qui nulla di che, a parte che non si capisce perché tutti questi gatti (totale 4) debbano passare la giornata nel mio giardino, scavare buche dentro i vasi delle mie piante, raspare la terra e fare le cacche nella mia aiuola dei narcisi. E va beh, mica li si può legare a un palo e darli in pasto ai corvi, giusto? Sono gatti e girano dove gli pare. Cioè da me. Mi secca da morire ma mi arrendo. Però, a uno di questi adorabili mici della cui compagnia farei volentieri a meno, hanno messo un collarino con i campanellini. Immagino che l’idea sia quella di sentirlo e localizzarlo quando la sera non si sa dove stia (a casa mia, non è così difficile no?). Bene, potete immaginare ‘sti campanellini che campanellinano a ogni ora del giorno e della notte? Dlin dlin dlin dlin…’Sto gatto passeggia indisturbato, si fa i giri davanti, dietro, tenta di saltare addosso a tutti i passeri che cercano rifugio sul mio prato, sempre scampanellando il dlin dlin e non basta: se oso aprire la finestra o la porta, il dlin dlin dlin ci si infila dentro tranquillo. Casa sua. Ebbene, io questo gatto lo voglio uccidere. Lo so, fa brutto. E’ una cosa di cui mi vergogno e che fa di me una brutale comunista senza cuore e senza alcuna sensibilità felina. Ma io lo voglio uccidere. A differenza di quanto però era emerso nei confronti della collega, per il gatto ancora non riesco a farmi un'immagine mentale, non mi esce chiaro l’istinto bruto che servirebbe a farmi avere almeno un’idea del come. Non mi viene. Sono paralizzata dai sensi di colpa pre-omicidio. Però le cose sono due: o gli tendo una trappola, lo faccio entrare in casa e gli strappo quei campanellini senza rischiare di farmi vedere (e negando ufficialmente di saperne qualcosa). O gli scateno contro tutte le pantegane nel raggio di tre chilometri (e quelle lungo il fiume sono quasi dei suini in miniatura però marroni e anche più brutte). Ecco, questo è quanto. Mi accorgo che i due fatti insieme mi stanno rivelando un aspetto di me in netta contraddizione con la mia illusione di essere una vera pacifista e una vera non violenta: provocata, viene fuori che sono disposta ad uccidere un gatto per due campanellini e una principessa senza pisello. E sono turbata, molto turbata. Così questa sera ho deciso che era tempo di fare il mio coming out, di confessare pubblicamente il mio lato oscuro, le mie zone d’ombra, di manifestarvi il killer che si nasconde in me. E mi sa che mi sono fregata per sempre la strada per l'ascesi.


postato da: kittymol77 alle ore 20:45 | link | commenti (13)
categorie: gatti, appello, verità, life is now, ahimsa, across the universe
venerdì, 16 ottobre 2009

CORSO di FORMAZIONE (per soli uomini)

TEMA DEL CORSO


diventare intelligente quanto una donna (quindi essere perfetti)


OBIETTIVO PEDAGOCICO:


corso di formazione che permette agli uomini di sviluppare


quella parte del cervello della quale ignorano l'esistenza.


PROGRAMMA


4 moduli di cui uno obbligatorio + 14 temi speciali di approfondimento


MODULO 1: CORSO BASE OBBLIGATORIO


1.1. imparare a vivere senza la mamma (2000 ore)


1.2. la mia donna NON è MIA MAMMA (350 ore)


1.3. capire che calcio e formula 1 non sono altro che sport (500 ore)


MODULO 2: VITA A DUE


2.1. avere bambini senza diventare geloso (50 ore)


2.2. smettere di dire boiate quando la mia donna riceve i suoi amici (500 ore)


2.3. vincere la sindrome del telecomando (550 ore)


2.4. non fare la pipì fuori dal water (100 ore, esercizi pratici con video)


2.5. riuscire a soddisfare la mia donna prima che cominci a far finta (1500 ore)


2.6. come arrivare fino al cesto dei panni sporchi senza perdersi (500 ore)


2.7. come sopravvivere ad un raffreddore senza agonizzare (300 ore)


MODULO 3: TEMPO LIBERO


3.1. stirare in due tappe (una camicia in meno di due ore: esercizi pratici)


3.2. digerire senza ruttare mentre lavo i piatti (esercizi pratici)


MODULO 4: CORSO DI CUCINA


Livello 4.1 (principianti):gli elettrodomestici: ON = ACCESO - OFF = SPENTO


Livello 4.2 (avanzato):la mia prima zuppa precotta senza bruciare la pentola


Esercizi pratici:far bollire l'acqua prima di aggiungere gli spaghetti


- Sono inoltre previsti dei temi speciali di approfondimento a causa della complessità e difficoltà di comprensione dei temi negli incontri verranno accettati un massimo di 8 aderenti


TEMA 5.1: il ferro da stiro dalla lavatrice all'armadio: un processo misterioso


TEMA 5.2: tu e l'elettricità:vantaggi economici del contattare un tecnico competente per le riparazione (anche le più basilari)


TEMA 5.3: ultima scoperta scientifica:cucinare e buttare la spazzatura non provocano né impotenza né tetraplegia (pratica in laboratorio)


TEMA 5.4: perché non è reato regalarle fiori anche se sei già sposato con lei


TEMA 5.5: il rotolo di carta igienica:la carta igienica nasce da sola nel portarotolo? (esposizioni sul tema della generazione spontanea)


TEMA 5.6: come abbassare la tavoletta del bagno passo a passo (in teleconferenza con l'Università di Harvard)


TEMA 5.7: perché non è necessario agitare le lenzuola dopo aver emesso gas intestinali (esercizi di riflessione di coppia)


TEMA 5.8: gli uomini che guidano quando si perdono possono chiedere informazioni ai passanti senza il rischio di sembrare impotenti (testimonianze)


TEMA 5.9: la lavatrice, questa grande sconosciuta della casa


TEMA 5.10: è possibile fare pipì senza schizzare fuori dalla tazza?(pratica di gruppo)


TEMA 5.11: differenze fondamentali tra il cesto della roba sporca e il suolo (esercizi in laboratori di musicoterapica)


TEMA 5.12: l'uomo nel posto del passeggero:è geneticamente possibile non parlare ovvero non agitarsi convulsamente mentre lei parcheggia?


TEMA 5.13: la tazza della colazione al mattino:la tazza lievita da sé fino alla lavastoviglie? (esercizi diretti da Silvan)


TEMA 5.14: comunicazione extrasensoriale:esercizi mentali in modo che quando gli si dice che qualcosa è nel cassetto dell'armadio non domandi “in quale?”


Disponibilità per la creazione di specifici incontri per temi a richiesta


postato da: kittymol77 alle ore 13:44 | link | commenti (10)
categorie: amici, lavori, maschi, life is now, ahimsa, across the universe